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È morto il fondatore del ministero avventista per i sordi

5 Mar 2010 at 6:33am

Una volta, Arthur Griffith ha creato dei filmati sugli studi biblici per i sordi con una telecamera che poteva azionare con un pedale di fortuna. Negli anni 1960, organizzò un set cinematografico nella sua casa, in Oregon, per realizzare dei video in cui stava in piedi davanti alle diapositive proiettate. Tali filmati erano destinati a coloro che appartenevano a quel gruppo, spesso trascurato, di cui faceva parte anche lui: i sordi.

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} [photo courtesy ADM] ArtGriffith246.jpg

Griffith, che è morto il mese scorso a 89 anni, nel 1969 è stato il primo pastore sordo della Chiesa avventista, e ha servito come leader del gruppo di studio della Bibbia per i sordi. Ha anche creato gran parte dell’evangelizzazione della Chiesa per i sordi, e convertito e formato molti dei dirigenti avventisti sordi che attualmente servono la denominazione.

“In America del nord, ci sono circa 300 membri di chiesa avventisti sordi e cinque comunità”, ha affermato Esther Doss, che lavora in questo ministero. Soltanto dal 2 al 4 per cento dei 2 milioni di sordi negli Stati Uniti frequenta un qualunque tipo di chiesa.
“I non udenti sono una sottocultura in qualche modo isolata”, ha affermato il figlio di Griffith, Alfred, pastore di due gruppi di sordi nella California centrale.

Anche le altre denominazioni svolgono un ministero a favore dei non udendi. Alcune hanno diverse comunità in una stessa città, altre realizzano dei dvd per i sordi nei vari linguaggi dei segni. Una addirittura sta progettando un seminario per i sordi. La Chiesa avventista in America del Nord ha due pastori a tempo pieno e un pastore a metà tempo per non udendi, e organizza anche cinque congressi per sordi in varie parti degli Stati Uniti.

Alcuni rituali delle comunità di non udendi sono visibilmente diversi: non chinano il capo durante la preghiera, gli inni non sono cantati ma gesticolati, e l’applauso è sostituito dal saluto con la mano.

Griffith era nato nel 1920, da una famiglia di contadini del Minnesota, che si era presto trasferita ad Alberta, in Canada. Ancora bambino, lui e suo fratello furono colpiti da meningite spinale. Suo fratello non sopravvisse e Griffith perse l’udito.

Danneggiate le strutture della Chiesa in Cile

5 Mar 2010 at 6:28am

Diversi edifici di proprietà della Chiesa avventista sono stati distrutti o hanno subito dei danni in seguito al violento terremoto, di magnitudo 8.8, che ha colpito il Cile nelle prime ore di sabato 27 febbraio.

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} Un terremoto di magnitudo 8.8 ha colpito il Cile, sabato mattina, danneggiando e distruggendo numerosi edifici vicini all’epicentro, a circa 200 miglia a sud della capitale, Santiago. Nella foto, gli abitanti valutano i danni. [foto Divisione Sudamericana] ChileQuake246.jpg

L’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (Adra) lavora insieme con i responsabili dell’emergenza del paese per portare aiuti, e una piccola squadra collabora con il soccorso urbano nell’opera di salvataggio tra i palazzi crollati. “La stazione radio avventista cilena, Radio Nuevo Tiempo, ha annunciato che le chiese avventiste sono a disposizione per accogliere le persone che hanno bisogno di assistenza”, ha affermato Madigal Perez, segretario esecutivo della Divisione Sudamericana della Chiesa, che ha sede a Brasilia.

Oltre 700 persone hanno perso la vita nel disastro, si stima che sono 500.000 le case distrutte e 1,5 milioni quelle danneggiate, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di emergenza e informazione del Cile (Onemi).

Nella città di Talca, sono stati diversi gli edifici della Chiesa avventista andati completamente distrutti, tra cui gli uffici amministrativi della Missione del Cile Centrale, un magazzino di Adra e la chiesa avventista centrale di Talca. Hanno subito dei danni strutturali alcune chiese a Los Angeles, gli uffici dell’Unione cilena a Santiago, l’ufficio della Federazione del Cile meridionale a Temuco, e l’università avventista del Cile a Chillán.

“Il suolo si muoveva come le onde dell’oceano”, ha affermato Nancy Roa Vidal, residente a Santiago. “Il terremoto è durato circa due minuti. Siamo in stato di catastrofe”, ha aggiunto.

Gli abitanti vicini all’epicentro sono spaventati mentre la terra continua a tremare. Il Centro di investigazione geologica degli Stati Uniti ha registrato oltre 105 scosse superiori ai 5.0 di magnitudo dopo la scossa fatale di sabato. “La gente resta fuori dalle case e molti dormono all’aperto perché hanno paura”, ha affermato Jorge Alé, direttore di Adra in Cile.

Il giorno stesso del terremoto, è partito da Santiago, diretto verso Talca e Concepción, un’autobotte di acqua di Adra. Materassi, coperte e altri generi di prima necessità sono stati distribuiti nelle zone colpite. La squadra di soccorso urbano di Adra sta coordinando gli aiuti per la città di Villa Alemana, vicino a Valparaiso. Adra International e Adra Sud America hanno promesso una somma iniziale di 105.000 dollari per l’emergenza in questo paese.

Il Cile non è nuovo ai terremoti. Nel 1960 fu colpito da una scossa di magnitudo 9.5, la più forte mai registrata. La nazione si trova vicino alla faglia tra la placca tettonica di Nazca, nell’Oceano Pacifico, e la placca sudamericana.

Ci sono 120.000 avventisti in Cile, che si riuniscono in 600 chiese e 260 gruppi organizzati.

Il Centro media avventista in Medio Oriente inaugura un canale televisivo

26 Feb 2010 at 7:40am

Un nuovo canale televisivo avventista a Beirut permetterà di diffondere il messaggio di speranza nelle comunità di lingua araba in Medio Oriente, una regione ricca di storia biblica.

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} Da sinistra, Bertil Wiklander, presidente della Chiesa avventista della regione Trans-Europea; Kjell Aune, presidente della Chiesa in Medio Oriente; Amir Ghali, direttore di Al Waad; Brad Thorp, presidente di Hope Channel, inaugurano il nuovo centro media della chiesa a Beirut. [foto: Centro Media Al Waad] AlWaad246.gif

I leader della Chiesa hanno affermato che Canale Al Waad, inaugurato insieme con l’omonimo Centro media il 13 febbraio nella chiesa gremita dell’università avventista Middle East, potrà raggiungere un pubblico di oltre 300 milioni di arabi nella regione.

Canale Al Waad è l’ultimo nato della rete televisiva ufficiale della Chiesa avventista Hope Channel. Sebbene il centro media includerà anche una radio e Internet, la televisione è prioritaria per lo staff, infatti il 90 per cento dei membri della comunità locale guardano la televisione ogni giorno, mentre soltanto il 30 per cento ascolta la radio e poco più del 2 per cento usa Internet regolarmente.

Canale Al Waad, che in arabo significa “promessa”, offre “una promessa di speranza ” alla regione, ha affermato il direttore Amir Ghali, che ha sulle spalle un decennio di esperienza nella produzione di programmi radio per l’Adventist World Radio di Cipro.

Salim Sahyouni, capo della Chiesa protestante in Siria e Libano, ha rivolto un messaggio durante la cerimonia d’inaugurazione in cui esprimeva apprezzamento per il nuovo centro media in quanto parte di uno sforzo più ampio nella regione di lavorare a favore della pace non soltanto fisica, ma anche spirituale in Gesù.

Paulsen incoraggia i giovani avventisti a essere più presenti nella chiesa

26 Feb 2010 at 7:35am

I giovani avventisti del 7° giorno dovrebbero continuare a testimoniare ai loro coetanei e cercare più ruoli attivi nella chiesa, ha affermato il presidente della chiesa avventista mondiale durante un programma televisivo trasmesso all’inizio del mese.

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} Jan Paulsen, presidente della Chiesa avventista mondiale, parla con i giovani della regione Interamericana sulla loro importanza nella chiesa, durante la 20° puntata di Let’s Talk, una serie televisiva di domande e risposte estemporanee. [foto: IAD] LetsTalkElSalvador246.jpg

Jan Paulsen ha anche incoraggiato il gruppo di giovani presenti in studio a dimostrare affetto verso i coetanei che si stanno allontanando dalla chiesa o che esprimono ribellione .

“Dimostrate che volete loro bene”, ha affermato Paulsen, riferendosi all’esempio del figliol prodigo fatto da Gesù. “Dio è all’opera per salvare le persone”, ha aggiunto.

La trasmissione, andata in onda il 6 febbraio, è l’ultima puntata della serie Let’s Talk, in cui Paulsen risponde alle domande estemporanee dei giovani. Tra il pubblico vi erano anche dei diciottenni di lingua spagnola. La serie ha al suo attivo oltre 20 trasmissioni realizzate da vari luoghi nel mondo.

In questa puntata, tenutasi nello studio televisivo di Canale33, a San Salvador, Paulsen ha ricordato gli argomenti trattati in precedenza. Di nuovo ha incoraggiato i giovani a partecipare attivamente nella chiesa e i dirigenti a dare ai giovani incarichi di leadership nelle loro comunità.

Paulsen ha incitato i giovani a condividere i principi biblici con gli amici invece di pensare di avere bisogno di adattarsi allo stile di vita degli altri per far conoscere l’Evangelo.

Sugli adolescenti della chiesa che mostrano segnali di ribellione, Paulsen ha ribadito che “I teenager sono molto sensibili e possono molto facilmente avere sensi d colpa. Sosteneteli e dimostrate loro che vi stanno a cuore”.

Paulsen ha anche risposto ad alcune domande sugli abusi sessuali. Chi subisce ciò “dovrebbe trovare una persona di fiducia con la quale parlare … o seguire una terapia. Nessuno dovrebbe portare un tale peso da solo”, ha affermato Paulsen. Secondo lui gli abusi sessuali dovrebbero essere denunciati alle autorità. “Anche se accadono nell’ambito della chiesa”, ha affermato Paulsen, riferendosi così alla normativa della chiesa che richiede la denuncia alla polizia per tali accuse.

La prossima puntata di Let’s Talk è fissata per il 7 marzo e andrà in onda dall’Olanda.

In Finlandia, proposti nuovi provvedimenti antifumo

5 Feb 2010 at 6:37am

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} Il governo finlandese ha recentemente proposto delle leggi restrittive sul fumo che dovrebbero andare in vigore la prossima estate. Le restrizioni includono il divieto di fumare in macchina dove viaggiano dei minori e il divieto di esporre i prodotti del tabacco nei supermercati. [foto: Rajmund Dabrowski] FinlandSmokingBan-thumb246.jpg

All’inizio del mese, il governo finlandese ha preso ulteriori misure per la salute pubblica proponendo il divieto di fumare nelle automobili private quando viaggiano anche dei minorenni e proibendo l’esposizione di sigarette e affini nei grandi magazzini. Sebbene le statistiche riportino che soltanto il 20 per cento dei finlandesi fuma, l’obiettivo del governo è di eliminare completamente i fumo, ha affermato Ilkka Oksala, ministro della salute, in una intervista alla Bbc.

Gli esperti di salute della Chiesa avventista hanno appoggiato l’iniziativa, facendo riferimento all’importanza che da sempre la denominazione dà alla salute e a uno stile di vita sano. “Ogni provvedimento che rende una sostanza più difficile da prendere … dà come risultato una diminuzione del consumo del prodotto”, ha affermato Allan Handysides, direttore dei ministeri della salute della Chiesa avventista. “C’è una relazione diretta tra la quantità di prodotto usato e il numero delle persone che si ammalano”, ha aggiunto. Ciò di cui la gente non si rende conto quando inizia a fumare è che smettere è difficile quanto smettere di assumere cocaina o eroina, ha affermato ancora Handysides. Secondo lui, la chiave sta nel rendere i prodotti del tabacco meno visibili. “É un impedimento psicologico, e questa è una buona cosa”, ha aggiunto.

Il partito di maggioranza del governo finlandese difende quasta legge anti fumo e trova poca opposizione dagli altri partiti, riporta la Bbc. Le proposte di legge dovrebbero andare in vigore la prossima estate. Il parlamento finlandese ha proibito la pubblicità di sigarette, sigari e tabacco fin dal 1976.

Ha compiuto 100 anni la rivista avventista sulla salute pubblicata in India

5 Feb 2010 at 6:32am

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} Il sindaco di Pune, Shri Mohansingh, mostra una copia della più antica rivista sulla salute del paese. Il sindaco ha aiutato a lanciare il numero sul centesimo anniversario della rivista avventista L’Araldo della Salute, all’inizio del mese. [foto: Sud] IndiaPublishing246.jpg

Lo staff della più antica rivista sulla salute ancora in circolazione in India ha celebrato 100 anni, all’inizio del mese, pubblicando un numero speciale sul centenario con l’appoggio del sindaco di Pune, Shri Mohansingh.

La rivista L’Araldo della Salute, pubblicata dalla casa editrice avventista Oriental Watchman Publishing House (Owph), è stata creata dai missionari che lavoravano a Lucknow, India, nel 1910.

Da allora, la rivista ha continuato a essere sempre stampata, fatta eccezione durante il periodo della Grande Guerra. La pubblicazione riprese nel 1924, dopo che la casa editrice si trasferì nell’attuale ubicazione a Pune.

Storicamente, i direttori della rivista sono stati dei missionari avventisti stranieri, ha affermato l’attuale direttore Joy Kuttappan. Nel 1970, John M. Fowler, che ora è direttore associato del Dipartimento Educazione della Chiesa avventista mondiale, è stato il primo indiano a ricoprire questo incarico.

Terremoto di Haiti. I soccorritori hanno difficoltà a distribuire gli aiuti

5 Feb 2010 at 6:18am

Più di due settimane dopo il terremoto, le agenzie di soccorso devono combattere contro le strade bloccate e la mancanza di organizzazione centralizzata, mentre cercano di distribuire gli alimenti e l’acqua potabile agli haitiani intorno alla capitale.

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} Un motociclista di Adra usa la sua moto per dare energia a un sistema portatile di filtraggio dell’acqua fornito dall’organizzazione Global Medic, che collabora con Adra. Il sistema filtra circa 4 litri di acqua al minuto, offrendo acqua potabile a oltre 300 persone al giorno. [foto: Matt Herzel/Adra International] ADRAHaiti246.jpg

Quei compiti che, in circostanze normali, si possono svolgere in poche ore, arrivano a richiedere dei giorni. “Una volta che sai dove si trovano le forniture all’aeroporto, bisogna pensare a come trasportarle e poi bisogna organizzarsi per la sicurezza”, ha affermato Dan Weber, cineoperatore che lavora con l’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il soccorso (Adra). “Questo vuol dire che devi avere le truppe delle Nazioni Unite per proteggere il convoglio”. Le forniture sanitarie dell’ospedale avventista della Florida e dell’organizzazione partner Harvest International sono arrivate ad Haiti lo scorso giovedì mattina, ma Adra ha potuto distribuirle soltanto domenica notte. “La metà delle strade sono bloccate”, ha affermato Weber. “Devi conoscere i percorsi.

Abbiamo delle mappe dove sono segnalate le strade bloccate. Però, mentre si guida succede di incontrare centinaia di persone che si sono accampate nella strada con le tende”.

Nonostante tutti gli ostacoli, gli operatori di Adra hanno distribuito 45 tonnellate di riso, fagioli e di altri alimenti a oltre 15.000 sfollati che vivono ancora nel campus dell’università avventista haitiana. La distribuzione, avvenuta martedì, è l’ultima di diversi progetti dell’organizzazione umanitaria avventista. Adra e l’organizzazione Global Medical hanno anche formato 20 haitiani muniti di ciclomotori che trasportano dei sistemi portatili per il filtraggio dell’acqua per le zone dove non arriva l’acqua potabile. I motociclisti vanno per la città, pompando acqua potabile e distribuendo le compresse per la depurazione dell’acqua. 

Per questo lavoro che svolgono, essi ricevono cibo, un piccolo salario e il rimborso del carburante. Adra spera di arrivare presto ad avere 30 persone che svolgono questa mansione.

Il numero totale di avventisti morti, fino ad oggi, è di 600. la metà delle 115 chiese crollate nella regione sono andate perdute, e 25.000 avventisti sono senza casa. Anche gli uffici della Chiesa locale e i dormitori dell’università hanno subito danni gravi.

Messaggio agli haitiani del Presidente della Chiesa avventista mondiale

1 Feb 2010 at 1:24pm

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} Il presidente della Chiesa avventista mondiale, Jan Paulsen, si è rivolto agli haitiani affermando che la chiesa non li ha dimenticati. Le donazioni hanno superato il milione di dollari. [foto: Megan Brauner/ANN] PaulsenHaiti246.jpg

In una dichiarazione trasmessa dall’emittente televisiva avventista Hope Channel, il presidente Jan Paulsen ha incoraggiato gli haitiani a non perdersi d’animo, perché la chiesa non li ha dimenticati. Finora, infatti, le donazioni dell’organizzazione per la ricostruzione ad Haiti hanno superato il milione di dollari.

“La portata delle sofferenze inflitte alla nazione e alla gente è inimmaginabile”, ha affermato Paulsen. “Desideriamo impegnarci, essere partecipi e mostrare il nostro senso di fratellanza con gli haitiani”, ha aggiunto, precisando che ogni membro di chiesa può contribuire in qualche modo.

Paulsen ha anche invitato i genitori a incoraggiare i propri figli a partecipare a questa dimostrazione di solidarietà. “Raccontate ciò che è accaduto ai vostri bambini e ragazzi. Aiutateli a scoprire che anche in queste tragedie condividiamo il fatto di essere parte dell’umanità”, ha affermato. “Quando, in qualunque parte del mondo, succede qualcosa di questa portata … abbiamo una responsabilità”.

Paulsen ha infine concluso il suo messaggio ricordando che la sua speranza e la sua preghiera è che “il futuro di Haiti sia migliore del suo passato”.

Sempre più critica la situazione idrica e alimentare ad Haiti

20 Jan 2010 at 8:28am

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} Foto scattata dal convoglio di Adra mentre attraversava la zona di Port-au-Prince per raggiungere la sede di Adra Haiti. [foto: Matt Herzel/Adra] Haiti_PortauPrinceDamage.jpg

Una settimana dopo il terremoto che ha raso al suolo la capitale di Haiti, Port-au-Prince, gli operatori umanitari e i sopravvissuti continuano a lottare: i primi per distribuire in fretta gli alimenti e l’acqua potabile, gli altri per prendere la loro parte di aiuti umanitari.

In circostanze normali, solo il 50 per cento della popolazione haitiana ha accesso all’acqua potabile, ma la percentuale è drasticamente diminuita dopo il terremoto, fanno notare gli operatori di Adra. “l’acqua è diventata una cosa rara”, ha affermato Raymond Chevalier, un dipendente di Adra che aiuta a coordinare i soccorsi nell’isola. “Nei prossimi giorni, temiamo che cresca il malcontento degli abitanti, soprattutto in alcune delle aree sovraffollate dove la gente ha trovato ricovero, a meno che non vengano loro dati in fretta e in abbondanza acqua e altri aiuti”.

Global Medic, un’organizzazione umanitaria che sta lavorando ad Haiti insieme con Adra, nei prossimi giorni distribuirà oltre 2 milioni di pastiglie per la potabilizzazione dell’acqua. Il gruppo di medici e paramedici curano i feriti, effettuano amputazioni e altre procedure d’emergenza.

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} Circa 30.000 profughi sono accampati nel campus dell’università avventista di Port-au-Prince. [foto: Unione Dominicana] Haiti_UniversityRefugees.jpg

Il gruppo conta di allestire un ospedale da campo che resterà in funzione a tempo indeterminato. Global Medic sta anche allestendo, presso l’ospedale avventista, un sistema per la purificazione dell’acqua che servirà i profughi e i pazienti accampati nella proprietà. Lesly Archer, un medico dell’ospedale, ha affermato che manca un po’ tutto, dalle garze agli antibiotici. “lo staff dell’ospedale, che aveva una capienza di 70 posti, ora si occupa di 400 pazienti e altri ne arrivano ogni giorno”, ha affermato Matt Herzel, operatore di Adra ad Haiti. 

L’edificio dell’ospedale è inagibile e i medici e gli infermieri lavorano all’aperto. “Un’equipe medica di Loma Linda insieme con altri medici della Martinica arriveranno all’inizio della settimana per dare una mano ai colleghi affaticati dall’incessante lavoro”, ha affermato Elie Honore, medico e direttore del Dipartimento Salute della Chiesa in Inter-America.

I dirigenti avventisti della regione hanno affermato che è ancora incerto il numero dei morti tra i membri di chiesa, continuano le ricerche dei dispersi.

.mt-image-right {margin:0px!important;}.mt-image-left {margin:0px!important;} Un chirurgo dell’ospedale avventista ad Haiti amputa la gamba di un ferito grave. Lo staff ridotto del piccolo ospedale si occupa di oltre 400 pazienti. [foto: Matt Herzel/Adra] Haiti_amputation.jpg

L’università avventista di Port-au-Prince ha aperto il campus agli sfollati e ora ospita 30.000 persone. “Abbiamo ordinato, per iniziare, 1.000 tende per rispondere a bisogni degli sfollati riversatisi nella nostra università” ha spiegato Filiberto Verduzco, tesoriere della Chiesa in Inter-America. Verduzco coordina anche una raccolta di fondi, a livello di Divisione, a cui partecipano tutte le unioni ,che servirà per la ricostruzione delle chiese ad Haiti. I membri avranno bisogno del sostegno spirituale che una chiesa può offrire.

Mantre Adra ha stanziato una notevole somma per l’emergenza, la Chiesa pensa anche agli aiuti a lungo termine. Finora, cinque delle 13 regioni mondiali della Chiesa avventista hanno promesso 125.000 dollari di aiuti per l’assistenza e la ricostruzione.

L’amministrazione della Chiesa mondiale ha promesso 200.000 dollari che andranno direttamente per i “bisogni organizzativi”, ha affermato Juan Prestol, vice tesoriere della Chiesa mondiale. “Questa somma si va ad aggiungere al denaro che le nostre chiese stanno già donando per i soccorsi”, ha concluso Prestol.

In Uganda, la Chiesa avventista prende posizione contro le sanzioni verso gli…

15 Jan 2010 at 7:04am

In una dichiarazione rilasciata la scorsa settimana, i leader della Chiesa avventista mondiale hanno considerato “con preoccupazione” i commenti attribuiti al dirigente della Chiesa avventista in Uganda.

La dichiarazione afferma la posizione della Chiesa a favore della dignità umana in opposizione alle pene, che includono anche la prigione e la condanna a morte, che sono proposte nella legislazione ugandese. La dichiarazione dell’8 gennaio scorso evidenzia che la legislazione non è conforme con i valori espressi della chiesa.

I media hanno riportato che il presidente della Chiesa avventista in Uganda, John Kakembo, aveva appoggiato alcune norme della legge contro l’omosessualità esaminata dal Parlamento ugandese, ma non la richiesta, contenuta nel disegno di legge, della pena capitale per coloro che sono ritenuti colpevoli di “omosessualità aggravata”. Il sito Web del quotidiano ugandese New Vision afferma che Kakembo ha sostenuto il disegno di legge complessivamente, ma insieme con gli altri religiosi si è dimostrato contrario alla pena di morte.

La dichiarazione ufficiale della Chiesa avventista, rilasciata dal direttore generale delle Comunicazioni, Rajmund Dabrowski, afferma: “La dirigenza della Chiesa ha notato con preoccupazione alcune dichiarazioni fatte dal direttore esecutivo dell’Uganda Union Mission riguardo al disegno di legge contro l’omosessualità in esame in Uganda. Questi punti di vista non rispecchiano i valori della Chiesa così come sono stati espressi nelle dichiarazioni già pubblicate sul comportamento omosessuale. Gli avventisti del 7° giorno continuano ad affermare la pari dignità e i diritti di ogni persona così come sono espressi chiaramente nelle dichiarazioni e nelle convenzioni internazionali sui diritti umani”.

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